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Blog Libri e riviste per la scuola

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Uno spazio per segnalare tutto ciò che riteniamo utile per l'attività scolastica e per discuterne insieme

Marinai dell'immaginario. Come raccontano i bambini milano, 2009-03-24 - submitted by Marco Donati0 comment(s)
A cura di Sergio Viti

marinai.jpgA cura di Sergio Viti
Editore: Manifestolibri  (collana La società narrata)
2008

Cosa hanno nella testa i piccoli scrittori di storie? Un insegnante elementare molto particolare affronta con i suoi scolari il tema della narrazione. Nei racconti dei bambini si intrecciano esperienze vissute e sognate, paure e desideri, delusioni e speranze; e attraverso la loro fantasia conoscono il reale, se ne difendono, manifestano la volontà di cambiarlo. Per dare conto della ricchezza, dell'importanza e dei tanti significati della narrazione infantile,

Sergio Viti raccoglie una sorprendente antologia di racconti dei suoi piccoli scrittori. Attraverso queste storie prende forma il desiderio di far viaggiare la fantasia e immaginare modi di vita che scartano rispetto ai binari delle norme sociali e culturali vigenti.

pensieri Milano, 2009-03-24 - submitted by chiara ginetti0 comment(s)
“Credo che a volte si sottovalutino le difficoltà che deve affrontare ogni adolescente oggi.

“Credo che a volte si sottovalutino le difficoltà che deve affrontare ogni adolescente oggi.

La scuola è rimasta ad un modello di educazione arcaico e inappropriato rispetto ai cambiamenti avvenuti a livello sociale...ancora non ci si rende conto che non sappiamo spiccicare una parola d’inglese! Se penso che ancora s’insegna il latino...quando in classe siamo una varietà di culture da far pensare a una piccola babele...

E quante delle mie compagne di classe vengono a scuola senza essere nemmeno sfiorate dalla possibilità di progettare un futuro diverso...non per fare un favore ai genitori!!!

Vorrei far capire al mondo di come sono convinta che la scuola possa cambiarlo.

Non certo caricandoci di lavoroooooo!!!

La prof di italiano prima ci fa leggere “quant’è bella giovinezza...” e poi ci assegna  riassunti, temi, esercizi..ma un po’ di coerenza???”

Cuanta Pasiòn Giulia Alberico Roma, 2009-03-24 - submitted by chiara ginetti0 comment(s)
un divertente ritratto della scuola pubblica italiana

Cuanta Pasiòn di Giulia Alberico è stata una vera e propria scoperta.

Ritrovare le mattinate passate a scuola tra le pagine di un libro è molto divertente. Soprattutto se a raccontarle è una professoressa,una ex docente di lettere che dipinge un quadro della scuola pubblica italiana.

"La scuola è un posto dove sperimentiamo la vita, la varietà immensa del mondo, insieme allo studio.."

Lo condivido pienamente e lo consiglio a tutti quelli che vivono con passione questo microcosmo pieno di sorprese!

La pedagogia della lumaca milano, 2008-07-31 - submitted by Red0 comment(s)
Per una scuola lenta e nonviolenta

La Pedagogia della lumacaAutore:
Gianfranco Zavalloni, dirigente scolastico, vive a Cesena. Per 16 anni maestro di scuola materna, è animatore dell’associazione Ecoistituto di Cesena.
 
Target:
Tutti, specialmente insegnanti e pedagoghi.
 
Contenuti:
La scuola odierna, riflettendo le tendenze di buona parte della società umana, è centrata sul mito della velocità, dell’accelerazione e della competizione, come criterio di selezione al quale i bambini vengono educati fin dai primi anni di vita.
Dal contatto quotidiano e continuato con la realtà scolastica nasce la riflessione de La pedagogia della lumaca. Siamo nell’epoca del tempo senza attesa. Questo ha delle ripercussioni incredibili nel nostro "modo di vivere". Non abbiamo cioè più il tempo di "attendere", non sappiamo partecipare ad un incontro senza essere disturbati dal cellulare, vogliamo "tutto e subito” in tempo reale. Le teorie psicologiche sono concordi nel pensare che una delle differenze fra i bambini e gli adulti stia nel fatto che i bambini vivono secondo il principio di piacere (tutto e subito), mentre gli adulti vivono secondo il principio di realtà (saper fare sacrifici oggi per godere poi domani). Oggi gli adulti, grazie anche alla società del consumismo esasperato, vivono come i bambini secondo le modalità del “voglio tutto e subito”.
È necessario intraprendere un nuovo itinerario educativo.
Genitori, insegnanti e tutti coloro che ruotano attorno al mondo della scuola, sono stimolati dalle suggestioni offerte dalla pedagogia della lumaca e possono ricominciare a riflettere sul senso del tempo educativo e sulla necessità di adottare strategie didattiche di rallentamento, per  una  scuola  lenta  e nonviolenta.

Scrivere non ha nulla a che vedere col pensare milano, 2008-04-07 - submitted by Red0 comment(s) —
da La Gallina volante di Paola Mastracola

Scrivere non ha nulla a che vedere col pensare. Scrivere è semplicemente accorgersi di essere attraversati dai pensieri, prenderne atto, e compiere un gesto semplicissimo e quasi meccanico: fermare quei pensieri. Il problema è solo lì': i pensieri corrono via, sono come l'acqua di torrente che non è mai la stessa. Se non la fermate vi scappa via ed è come non ci fosse mai stata. E allora? E allora e allora.... a questo punto leggo nelle loro menti: cosa c'entra il torrente con un tema? La penna, signori miei! La penna e un taccuino. Tutto qui.Per fermare i pensieri, per accorgersi di loro vi bastano una penna e un taccuino: questo è scrivere.
Me li vedo, vanno a casa, mangiano la pastasciutta, poi alle tre in cartoleria. Gli do' anche le misure del taccuino: non dev'essere né troppo grande né troppo piccolo, deve stare in tasca, perché estrarlo sia un gesto semplice, che viene facile, se non va via a voglia e addio pensieri, ela penna deve essere comoda, grassa, morbida, non di quelle rigide punta fine che graffiano il foglio e fan venire la rabbia di scrivere.
Ci vuole dolcezza, benessere, bisognerebbe anche mangiare poco, non pesante, non quelle cose strafritte che vengono su a metà pomeriggio e ti maleodorano i pensieri.
E il tema? Loro chiedono del tema. Il tema, amici miei, a questo punto non è più nulla, è sparito, non esiste. Rimane solo la capacità di scrivere, la voglia, quel gesto facile, quell'abitudine di cui, in fondo, non si può più fare a meno: solo accorgersi dei pensieri, e fermarli con una penna su un foglio, basta.

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