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MOZIONE dell’ASSEMBLEA SINDACALE UNITARIA dei DOCENTI del liceo “G. MERCALLI” di Napoli Lunedì 5 novembre 2012

by mara fortuna last modified 2012-12-12 23:50

I Docenti del lieo scientifico “G. Mercalli” di Napoli, riuniti in assemblea il giorno 5/11/2012 esprimono grave preoccupazione, indignazione e profondo dissenso nei confronti delle scelte politiche del Ministro Profumo e più in generale del Governo fortemente punitive verso la scuola pubblica, caratterizzate da tagli di risorse e personale e da una insopportabile svalutazione della professionalità e della libertà di insegnamento.

 

In particolare i docenti denunciano:

 

·        La riduzione degli spazi di democrazia e la messa in discussione del sistema nazionale della pubblica istruzione presenti nel disegno di legge 953 cosidetto ex Aprea, che prevede autonomia statutaria per i consigli di ciascuna scuola e l’apertura degli stessi a soggetti privati che, entrando a far parte degli organi collegiali potranno, in virtù dei finanziamenti forniti, influenzare profondamente il POF

·        Il tentativo, per ora sospeso, ma non del tutto abbandonato, di modificare in senso pesantemente peggiorativo,attraverso una legge di stabilità, le condizioni contrattuali del lavoro dei docenti. Il provvedimento presenta due aspetti gravissimi. Il primo è quello di scavalcare e annullare le prerogative del Contratto Collettivo Nazionale, cancellando con un colpo di spugna diritti conquistati dai lavoratori in decenni di lotte: l’orario di lavoro e la retribuzione sono materia esclusiva della contrattazione nazionale, che deve essere discussa e stipulata con le organizzazioni sindacali. Il secondo è di merito: aumentare le ore di lavoro a parità di stipendio è un attacco diretto ai lavoratori e diffonde e supporta una visione avvilente e artatamente falsa del lavoro dei docenti, che non consiste affatto solo nelle 18 ore in aula a settimana

·        L’inesistenza di una politica scolastica: si tagliano fondi alle scuole pubbliche, da quelli per il sostegno, a quelli per l’edilizia, a quelli per le supplenze e contemporaneamente si bandisce un concorso a cattedra (che costa) e si finanziano le scuole private, espellendo docenti precari preparati e abilitati che da anni contribuiscono a portare avanti l’istruzione in Italia

 

Inoltre protestano contro:

 

·        Il blocco dei contratti con la perdita, dal 2006, del 25% del potere di acquisto

·        Il blocco degli scatti di anzianità

·        L’allungamento dell’età pensionabile e il cambiamento in senso peggiorativo del sistema di calcolo della pensione

 

I docenti dichiarano di voler partecipare al coordinamento cittadino delle scuole in lotta e di aderire, nel rispetto della libertà e dei diritti dei lavoratori e degli studenti, alle forme di lotta che verranno decise da tale coordinamento

 

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