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Bitetto - Liceo Scientifico e delle Scienze Umane “E. Amaldi”

by Marco Donati last modified 2012-12-02 19:32

Assemblea docenti

I sottoscritti Docenti del Liceo Scientifico e delle Scienze Umane “E. Amaldi” di Bitetto,

  • vista e analizzata la bozza di disegno di Legge di Stabilità che, all’art. 3 cc. 42 – 48 recante “Obiettivi di riduzione della spesa relativi al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca”, prevede l’aumento delle ore di lezione frontale settimanale da 18 a 24 senza riconoscimento economico;
  •  ritenuto che nel metodo e nel merito il provvedimento è sbagliato e iniquo per la violazione di una materia regolamentata da contratti liberamente sottoscritti fra le parti, e che detto provvedimento impone in maniera arbitraria ed autoritaria prestazioni di lavoro non previste dal CCNL attualmente in vigore;
  • osservato che l’attività del personale docente del Liceo Statale “Amaldi” non si è mai limitata al mero svolgimento delle ore di lezione frontale previste da contratto, ma ha compreso la preparazione delle medesime, la predisposizione e la correzione delle verifiche, il ricevimento settimanale delle famiglie, la elaborazione della programmazione educativo-didattica di ciascuna classe, l’aggiornamento, le attività collegiali, ossia attività né retribuite né mai quantificate, svolte in aggiunta ai propri doveri contrattuali;
  •  osservato che l’innalzamento delle ore di lezione a 24 non si tradurrà in un incremento delle ore di lezione impartite in una singola classe (queste già notevolmente diminuite dalla Riforma Gelmini), ma in un numero maggiore di classi per singolo docente, a tutto danno degli aspetti relazionali dell’attività educativo-didattica, del processo di insegnamento-apprendimento e della valorizzazione delle individualità degli alunni;
  • considerati i gravissimi effetti sociali che l’applicazione di questa norma determinerà a seguito della cancellazione di circa 30 mila cattedre;
  • considerato il grave pregiudizio che questo provvedimento arrecherà alla funzione educativa dei docenti, ridotti a guardiani a ore e chiamati a impartire saperi elementari e meccanizzati;
  • considerato l’abbassamento della qualità dell’istruzione che le nuove norme inevitabilmente determineranno, e proprio nel momento in cui l’Unione Europea raccomanda di curare ulteriormente i processi di apprendimento delle nuove generazioni affinché il Vecchio continente affronti con successo gli anni della ripresa economica;
  • osservato che la Legge di stabilità, stanziando per la scuola privata 223 milioni di euro, scarica tutti i tagli sulla scuola pubblica;


DECIDONO DI ASTENERSI

  • dall’effettuare ore eccedenti il proprio orario di cattedra (cd. “ore di straordinario”);
  • dalle prestazioni aggiuntive legate ad attività progettuali di ampliamento dell’offerta formativa;
  • dalla correzione delle prove INVALSI;
  • dalle attività di tutte le commissioni;
  • dalle attività di sistema (funzioni strumentali, coordinamento dei consigli di classe e dei dipartimenti, responsabilità dei laboratori e dei progetti, Consiglio d’Istituto, ecc.);
  • al ricevimento delle famiglie in orario antimeridiano;
  • dall’accompagnamento degli studenti in tutti i viaggi di istruzione e visite guidate eventualmente programmati;


DECIDONO DI SOSPENDERE

  • la programmazione dei viaggi d’istruzione e delle visite guidate;
  • la disponibilità a variare giornaliero;
  • per esigenze organizzative interne all’istituto - il proprio orario


DECIDONO DI COMUNICARE

  • alle famiglie degli alunni le motivazioni dello stato di agitazione e le attività attualmente garantite dall’istituto;
  • alla stampa locale le ragioni dello stato di agitazione, con preghiera di diffusione;
  • alle istituzioni locali (Sindaci dei paesi di provenienza degli studenti, Giunte, Consigli Comunali, Provinciale, Regionale) le ragioni dello stato di agitazione, chiedendo contestualmente di assumere iniziative concrete di condivisione;
  • agli uffici periferici dell’Amministrazione Scolastica (Ufficio Scolastico Provinciale e Regionale), nonché al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e al Presidente del Consiglio dei Ministri, le ragioni dello stato di agitazione.


Bitetto, 30 ottobre 2012